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MUSEO DEL MARE
Genova

EMILIO ALBERTI - ACQUA

Mostra personale a cura di Michele Caldarelli

29 giugno - 28 luglio 2024

ACQUA è una mostra personale e parte di un progetto interdisciplinare che si è sviluppato nel tempo e in diverse sedi espositive, musei e istituzioni a partire dal 2013 in collaborazione con artisti di altre discipline.

L'acqua come forza primigenia generatrice, potente, incontenibile, libera. Simbolo dell'energia che si rinnova.
Emilio Alberti intorno al tema dell'acqua mette in scena dettagli, suggerisce racconti partendo da un frammento, sottolineando diverse valenze metaforiche; come a voler raffigurare la nostra ansia di conoscere l'onda che ci sta portando alla deriva e nel contempo affermare che siamo noi stessi quell'onda: immersi nell'impermanenza delle cose con il loro inevitabile destino di mutamento. In un divenire incerto. Condizione della nostra contemporaneità.

"Onda su onda, a perdita d’occhio, si sviluppa il periplo della vita e ne sono testimonianza simbolica in letteratura una moltitudine di racconti immaginari di viaggi, in lungo e in largo per mari ed oceani sconosciuti. Ne è altresì metafora concreta la sterminata congerie di scritti sulle esplorazioni navali che, come va sottolineato, più lontano nel passato si spinge il ricordo letterario, più i due generi si confondono e si sovrappongono lungo un unico iter di esperienza intellettuale, una esperienza filosoficamente necessaria, che si riflette e si perde infine nell’enigma dell’origine e destino dell’uomo. Affacciandosi al carattere liquido dell’esistenza, Emilio Alberti ne coglie l’essenza misteriosa e ne restituisce il fascino per immagini. Tele o elaborazioni digitali che siano, tutte le sue opere vivono di luci, colori e sonorità, attuando una sintesi quasi-mimetica fatta di sciabordii di superficie che preludono e introducono ad acque profonde e misteriose o invitano a intraprendere navigazioni incerte quanto affascinanti verso terre incognite. Verso quell’estrema isola di Tile avvistata da Pitea nei mari del nord, dove acqua e fuoco convivono misteriosamente, dove il Maelström , gorgo gigantesco, inghiotte le navi al largo delle Isole Lofoten. O di lì, attraversando il centro della terra come descritto nella relazione di viaggio di Amaulry Gabriel, ritrovarsi in prossimità della Thule di Cook nell’emisfero australe, all'estremo confine del mondo, là, dove Retif de La Bretonne immaginò anche un popolo di uomini volanti. Alberti ci proietta idealmente alla ricerca delle Isole Felici, seguendo la rotta indicata dalla stella della sera (Espero) verso il giardino delle Esperidi, dal cui melo Ercole doveva cogliere i frutti d'oro, alle pendici del Monte Atlante, là, dove secondo il mito tramonta il sole immergendosi nell’oceano. Quello di Alberti è un lessico acquatico che da molti anni lui formula instancabilmente, insistente come una risacca, immaginifico e talvolta chiassoso come l’accavallarsi delle onde, generatore altrimenti di esperienze meditative nell’accogliere la regolarità di onde circolari, modulazioni visive generate dal lancio di un sasso, quel “Petul” ripescato da una sua poetica reminiscenza di giochi infantili praticati in riva al Lago di Como, infrangendo quasi per magia la superficie silenziosa dell’acqua.
Qui a Genova, ospite del Galata, il più grande museo marittimo del mediterraneo, “Acqua”, la rassegna ormai itinerante, di Emilio Alberti, si trova a proprio agio nella costruzione di vetro e acciaio che veste di nuovo il più antico edificio della Darsena, un tempo Arsenale della Repubblica di Genova dove venivano costruite, armate e varate le galee. Storia della navigazione, delle esplorazioni, delle tecniche navali, qui raccontano una straordinaria avventura alla scoperta di sei secoli di vita sul mare a cui ora fanno da controcanto immaginifico le opere di Alberti qui esposte, invitando i visitatori ad esplorare con lui inaspettati mondi fluidi. Le più disparate tecniche e varietà di supporti e materiali, dagli stucchi ai metalli, accompagnano nel lavoro di Alberti la potenzialità del digitale, armonizzando il tutto con abilità e leggerezza, senza pregiudizi quanto senza idealizzazioni tecnologiche dando continuità alla tradizione e contemporaneamente spazio all’innovazione."

Dal testo in catalogo di Michele Caldarelli


       

ALLA DERIVA, Acrilici, stucchi, alluminio su tela, cm 150x100, 2022 ______________ALLA DERIVA 2, Acrilici, stucchi, alluminio su tela, cm 150x100, 2022

     

FLUIDI ISTANTI, acrilici, stucchi, alluminio su tavola, cm 50x47, 2020