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LATINA, SPAZIO COMEL
9 - 23 GIUGNO 2018
Mostra personale a cura del Premio Comel, presentazione di Dafne Crocella

Dopo la Tempesta
Forse perché tutti nasciamo dall’acqua, nel liquido amniotico in cui fluttuiamo all’inizio della nostra vita; o forse perché i primi esseri viventi, gli organismi unicellulari che popolarono la terra, si svilupparono nell’acqua; o forse ancora perché nella maggior parte dei miti di fondazione l’acqua ritorna come elemento motore dal quale procede la nascita del mondo conosciuto. Qualunque sia la ragione, nell’acqua continua a vivere un’energia creativa ancestrale che sa smuovere la mano e il cuore degli artisti, sa incantare la mente dei filosofi e destare l’intuito di scienziati e ricercatori.
Emilio Alberti sembra saper prendere l’acqua per mano, conversare con essa e poi raccontarne la storia: una storia fatta di cascate impetuose e di piccoli sassi gettati nei laghi tranquilli, di rimbalzi di gocce e vortici, di tempesta e di quiete. Perenne e passeggera, duttile e persistente, potente e, oggi più che mai, bisognosa di protezione, l’acqua è anche portatrice di armoniose convivenze tra opposti, simbolo di perseveranza e di impermanenza.
Tempesta è l’opera con la quale Emilio Alberti ha vinto il Premio del Pubblico dell’edizione 2017 del Premio Comel e probabilmente a un’opera che sa raccontare il nostro bene comune non può essere assegnato premio più appropriato. L’acqua sulla tela dell’artista, ha trovato assonanza e risposta nello sguardo degli osservatori, permettendo a tutti di ritrovarsi nella sospensione di una goccia prima di precipitare nel fragore della tempesta.
La personale allo Spazio Comel, Dopo la Tempesta, mette in mostra una serie di lavori sull’acqua, dai quali emerge l’inconfondibile mano dell’artista e il risultato della sua ricerca sull’interazione tra materiali. Qui dalla bidimensionalità della tela dipinta ci si spinge verso la tridimensionalità della scultura con l’utilizzo di stucchi spesso ricoperti con alluminio. L’effetto è quello del colore che si apre per lasciar spazio alla materia che a sua volta entra in dialogo con la luce grazie ai bagliori metallici. L’acqua, soggetto delle opere, viene rappresentata da un sapiente uso degli elementi minerali, quasi a svelare i segreti della sua miscela racchiusi nella trasparenza di una goccia.


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